Congiunturale CRESME, crollo investimenti nel settore costruzioni

Nel 2020 gli investimenti nelle costruzioni subiranno un calo dell’8,6% rispetto al 2019, con un -6,7% nelle nuove costruzioni, +1,7% per le opere del Genio civile, -0,2% nel non residenziale pubblico, -10% nel non residenziale privato e -12% nel nuovo residenziale. Questi alcuni dei dati previsionali contenuti nel nuovo Rapporto congiunturale CRESME, la cui “edizione straordinaria” è stata presentata il 17 giugno scorso. Il Direttore del CRESME Lorenzo Bellicini ha precisato che “per quest’anno non c’è da attendersi alcun effetto dal superbonus 110%”. L’impatto dei nuovi incentivi è stato stimato sulla base di due scenari diversi. Nel primo caso l’efficacia del provvedimento cesserebbe alla fine del 2021, con un tasso di crescita per il settore delle ristrutturazioni stimato al +9,1% nel 2021, seguito da un +4,9% nel 2022. Il secondo scenario prende invece in considerazione l’effetto trainante che avrebbe il superbonus, se prorogato fino al 31.12.2022: in questo caso le previsioni evidenziano un +8,3% nel 2021 e un +12% nel 2022.