La famiglia Venturato acquisisce il 100% di Inda

Il 18 dicembre scorso è stato formalizzato il completamento dell’acquisizione della storica Inda, Industria Nazionale Degli Accessori, da parte della famiglia Venturato (nella foto Denis Venturato), che ottiene così l’intera proprietà del Gruppo Samo Industries Spa. Il Gruppo nacque il 6 agosto del 2013 a seguito dell’acquisizione da parte della famiglia Venturato, già a capo di Samo Spa e Siro Srl, del 70% delle quote azionarie di Inda, celebre azienda italiana specializzata nella produzione di accessori da bagno, mobili da bagno e cabine doccia. Inda, nata nel 1944 a Caravate (VA) per opera di Aras Frattini, rimaneva in tale occasione proprietà delle eredi Fantoni per la quota di minoranza. Quest’unione ha dato il via alla creazione di una realtà leader a livello europeo nel mondo dell’arredo bagno, che oggi offre ai suoi clienti un’ampia gamma di prodotti che spaziano dalle pareti doccia agli accessori, dai mobili da bagno agli specchi. Il Gruppo, con sede in provincia di Verona, registra oggi un giro d’affari di 90 milioni di euro, quasi 500 dipendenti, un totale di quattro stabilimenti produttivi situati a Verona, Bergamo e Treviso e sedi commerciali in Svizzera, Francia, Spagna, Belgio e Germania. Con il perfezionamento dell’acquisizione, il gruppo Samo Industries Spa ha oggi modificato il proprio assetto societario, riunendo nelle mani di un’unica famiglia proprietaria tre storiche aziende quali Inda (1944), Samo (1960) e Siro (1990), raccogliendone punti produttivi, tecnologia, know-how e un’invidiabile patrimonio culturale e umano. Il Presidente e fondatore dell’attuale Gruppo, Denis Venturato, che potrà inoltre contare su un ampio supporto manageriale, ha dichiarato: “Il progetto di acquisizione iniziato nel 2013 prevedeva il salvataggio della società e la successiva messa in sicurezza del patrimonio; il gruppo si trova oggi in una florida situazione economica che, attraverso l’importante acquisizione perfezionata, ci permette una maggiore rapidità nelle decisioni. La nostra propensione all’export, che rappresenta oltre il 50% del nostro giro d’affari, ci impone nuove sfide tra cui la ricerca di nuovi approcci e mercati per riconfermarci un’eccellenza nel settore dell’arredo bagno”.