Nilo Gioacchini al 19° convegno ANGAISA

Sono aperte le iscrizioni relative al 19° Convegno nazionale ANGAISA “IT’S Made in Italy. Innovazione e qualità, futuro e storia dell’idrotermosanitario fabbricato e distribuito in Italia dal 1930 al 2030”, che si terrà a Milano giovedì 30 novembre, presso Palazzo Castiglioni in c.so Venezia 47.
Fra gli interventi principali, segnaliamo quello di Nilo Gioacchini, Docente in Metodologia della progettazione presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e noto designer, che presenterà una relazione dedicata al “percorso dell’innovazione nel design: il passato, il presente e il futuro”.
Il programma completo dei lavori e l’area riservata alle registrazioni online sono disponibili all’interno del portale associativo. Dopo studi artistici e l’ISIA di Firenze, Nilo Gioacchini collabora con lo Studio di Marcello Nizzoli e associati di Milano, come responsabile per il design. Caratterizza tutta la sua lunga attività con l’approccio metodologico e il confronto concreto con il progetto, libero da ogni convenzione o tendenza. Il suo studio opera nei più svariati settori produttivi, dalla progettazione di interni aeronautici al progetto del prodotto domestico, a quello per collettività, attivando sinergicamente tutte le esperienze progettuali possibili. Il suo particolare metodo di lavoro coinvolge tutte le fasi del progetto in stretto rapporto con il marketing e la comunicazione. Caratteristica del suo lavoro è l’originale approccio sistemico tra gli oggetti e il superamento dei conformismi formali del mercato. La sua attività ritrova nella pura ricerca creativa un timone verso sempre nuove sperimentazioni progettuali. Gli oggetti non sono più entità isolate ma parte di un grande sistema generatore, motore creativo di nuove relazioni. Nella sua lunga attività ha collaborato con le più importanti aziende italiane ed internazionali, privilegiando i risultati del suo lavoro alla propria visibilità. Docente di metodologia della progettazione presso l’Accademia delle Belle Arti di Firenze dove sperimenta con la didattica, nuovi rapporti e metodiche tra realtà e ricerca di una sempre nuova dimensione del fare progetto. Il suo lavoro è presente nei musei, come il mobile “Tuttuno” (1969) permanente al MoMA di New York.