Un totale di 3,4 milioni di giornate-uomo all’anno dedicate ad attività amministrative a basso valore aggiunto, pari a un costo di 673,9 milioni di euro, che potrebbe essere significativamente ridotto grazie alla digitalizzazione, ricorrendo a strumenti che già esistono: questo, il conto – salato – degli adempimenti connessi alle 10 autocertificazioni più diffuse con cui si misurano le imprese italiane, per un totale di 27,5 milioni di pratiche. È quanto emerge da un report realizzato da Fondazione Promo Pa presentato il 15 maggio a Padova, nel corso del convegno nazionale “Trasparenza, innovazione e sviluppo: trent’anni di storia del Registro delle Imprese”. L’indagine realizzata da Promo PA ha stimato un tempo medio di 63 minuti per la compilazione di ogni autocertificazione e ha interpellato attraverso una survey qualitativa anche le imprese sulle principali criticità riscontrate: l’obbligo di ripresentare la stessa dichiarazione ad ogni nuova procedura con la PA, (8,3 su scala 1/10), la complessità e la ripetitività degli adempimenti (7,4), il dialogo difficile con la PA (7,4), la richiesta di modulistica diversa da parte di amministrazioni diverse per la stessa autocertificazione 7,2 su scala 1/10).
Tra i Neet, sei giovani su dieci cercano lavoro ma non lo trovano
Secondo il Rapporto annuale ISTAT nel 2025 i NEET (Not in Education, Employment or Training), ovvero quei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione rappresentano il 13,3% della popolazione di riferimento....








