Lo schema del DPR su controlli e sulle ispezioni degli impianti termici negli edifici non comporterà alcuna riduzione dei livelli di sicurezza né un arretramento sugli obiettivi di efficienza energetica. A chiarirlo è il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, intervenendo dopo le recenti indiscrezioni di stampa. Il ministero precisa che lo schema di decreto è attualmente una semplice bozza, che dovrà comunque essere sottoposta al parere della Conferenza Unificata e del Consiglio di Stato prima dell’adozione finale. Il ministero evidenzia la netta distinzione tra il controllo di efficienza energetica, che costituisce un obbligo periodico affidato a un tecnico abilitato, e le ispezioni o accertamenti, effettuati invece a campione dalle autorità competenti. Rispetto alla disciplina vigente, il nuovo decreto riduce da quattro a due anni la periodicità dei controlli per gli impianti a gas con potenza compresa tra 70 e 100 kW, innalza la soglia minima di potenza soggetta a controllo (da 10 e 20 kW) e mantiene invariata la frequenza quadriennale per gli impianti a gas tra 20 e 70 kW. Rimane inoltre immutata la cadenza dei controlli per gli impianti alimentati a combustibili solidi. In questo modo – conclude il dicastero – le verifiche obbligatorie diventano più frequenti proprio per gli impianti più diffusi e con maggiore impatto energetico ed emissivo.
Efficienza energetica, investimenti in calo nel residenziale
Il mercato dell’efficienza energetica in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Dopo anni in cui il comparto residenziale aveva trainato gli investimenti grazie agli incentivi fiscali e, in particolare, al Superbonus, il 2025 segna un cambio di...









