Lo schema del DPR su controlli e sulle ispezioni degli impianti termici negli edifici non comporterà alcuna riduzione dei livelli di sicurezza né un arretramento sugli obiettivi di efficienza energetica. A chiarirlo è il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, intervenendo dopo le recenti indiscrezioni di stampa. Il ministero precisa che lo schema di decreto è attualmente una semplice bozza, che dovrà comunque essere sottoposta al parere della Conferenza Unificata e del Consiglio di Stato prima dell’adozione finale. Il ministero evidenzia la netta distinzione tra il controllo di efficienza energetica, che costituisce un obbligo periodico affidato a un tecnico abilitato, e le ispezioni o accertamenti, effettuati invece a campione dalle autorità competenti. Rispetto alla disciplina vigente, il nuovo decreto riduce da quattro a due anni la periodicità dei controlli per gli impianti a gas con potenza compresa tra 70 e 100 kW, innalza la soglia minima di potenza soggetta a controllo (da 10 e 20 kW) e mantiene invariata la frequenza quadriennale per gli impianti a gas tra 20 e 70 kW. Rimane inoltre immutata la cadenza dei controlli per gli impianti alimentati a combustibili solidi. In questo modo – conclude il dicastero – le verifiche obbligatorie diventano più frequenti proprio per gli impianti più diffusi e con maggiore impatto energetico ed emissivo.
Transizione energetica, nuovi scenari per la riqualificazione
Nel comunicato stampa del 10 settembre, ANGAISA sottolinea l’importanza delle nuove aperture europee sul fronte della sicurezza energetica e delle più recenti iniziative del Governo destinate a sostenere famiglie, imprese e riqualificazione degli edifici. Sul piano...










