Caro prezzi e energia, l’allarme di ANIMA Confindustria

09/09/2022Mercato

Continua inesorabile la crescita dei prezzi dei materiali e della componente energetica. Un problema che affligge gravemente anche la meccanica italiana rappresentata da ANIMA Confindustria (di cui fanno parte le associazioni Aqua Italia, Assoclima, Assotermica e AVR), una quota fondamentale nell’economia italiana con 52,1 miliardi di euro di fatturato. I prossimi mesi, però, rischiano di aggravare sensibilmente le prospettive future del settore manifatturiero: il pericolo è che i costanti rincari dell’energia e l’inflazione galoppante possano portare a un fermo della produzione o a una chiusura definitiva di numerose aziende. Marco Nocivelli, presidente di Anima Confindustria, denuncia una situazione ormai insostenibile per gran parte dell’industria meccanica: “A partire dallo scorso anno, stiamo vivendo una fase di forte e inarrestabile crescita dei prezzi, causata dapprima dalla difficoltà per le imprese di reperire materie prime e microchip, poi da un aumento dei costi logistici, e infine dall’incremento vertiginoso dei costi di energia e gas naturale in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina nel febbraio 2022. Tutte queste concause stanno mettendo a dura prova le aziende italiane della meccanica, che registrano margini di profitto sempre più ridotti. Andando avanti di questo passo, non converrà più mantenere i macchinari accesi. Come dichiarato anche dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, fino a oggi le nostre imprese sono state in grado di portare avanti le attività produttive, ma già in queste settimane si sono verificati casi di bollette decuplicate rispetto al 2021. Come se ciò non bastasse, in autunno le previsioni sono ancora più pessimistiche: sono attesi, infatti, nuovi rincari energetici, mentre l’inflazione dei mesi scorsi sulle materie prime continuerà a colpire i prezzi al consumo. È necessario – conclude Nocivelli – supportare il tessuto industriale italiano e agire in maniera decisa, a livello nazionale e comunitario, per limitare gli aumenti spropositati dell’energia e per ridurre i consumi, supportando le tecnologie efficienti e sviluppando una filiera di energie pulite e rinnovabili”.

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