La Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti di tutti i 27 Stati membri dell’Unione, inclusa l’Italia, per non aver recepito entro i termini stabiliti la direttiva “Case Green”. I governi nazionali dispongono ora di due mesi per fornire una risposta a Bruxelles e comunicare l’avvenuto recepimento delle disposizioni contenute nella normativa europea. L’iniziativa della Commissione riguarda la mancata trasposizione integrale negli ordinamenti nazionali della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD), approvata nel 2024. Il termine fissato per notificare il recepimento era il 29 maggio 2026, ma nessuno degli Stati membri ha provveduto entro la scadenza prevista. Per questo motivo, Bruxelles ha inviato a tutti i Paesi dell’Unione una lettera di costituzione in mora, primo passaggio formale della procedura d’infrazione. In assenza di risposte ritenute adeguate, l’esecutivo europeo potrà proseguire l’iter avviandolo alla fase successiva, con l’adozione di un parere motivato. Si tratterebbe di un secondo passaggio importante, in un percorso che può approdare fino alla Corte di giustizia UE.
Case Green, sostegni pubblici al minimo?
Secondo un'analisi del Joint Research Centre (JRC), il centro di ricerca della Commissione europea, la maggior parte dei costi necessari per raggiungere gli obiettivi della direttiva europea “Case Green” (EPBD) sarà sostenuta dai proprietari degli immobili. Dall’esame...









