Alla fine del 2023 la ricchezza netta delle famiglie italiane, misurata come somma delle attività non finanziarie (abitazioni, terreni, ecc.) e delle attività finanziarie (depositi, titoli, azioni, ecc.) al netto delle passività (prestiti a breve termine, a medio e lungo termine, ecc.), è stata pari a 11.286 miliardi di euro (191 mila euro pro capite). Lo evidenzia il rapporto “La ricchezza dei settori istituzionali in Italia”, pubblicato da Banca d’Italia e Istat il 28 gennaio. Rispetto al 2022, la ricchezza netta a prezzi correnti è aumentata del 4,5% e ha raggiunto il valore più elevato dal 2005. Tuttavia, a causa della forte inflazione osservata nel 2022, la ricchezza netta a prezzi costanti è ancora inferiore a quella del 2021 di oltre sette punti percentuali. Le attività non finanziarie (6.629 miliardi di euro) sono aumentate dell’1,6% a prezzi correnti (+106 miliardi), trainate dalla componente delle abitazioni, il cui valore è salito a 5.547 miliardi. La crescita delle abitazioni (+2,4% nel 2022 e +1,9% nel 2023) è stata generata principalmente dall’andamento positivo dei prezzi. Nonostante l’aumento dell’ultimo biennio, il valore delle abitazioni risulta inferiore ancora di circa 3 punti percentuali rispetto al massimo raggiunto nel 2011 (5.701 miliardi.
Torna a ridursi il disagio sociale
Inizio d’anno in calo per il disagio sociale con il Misery Index Confcommercio che nel primo mese del 2026 scende a quota 9,3, ovvero due decimi di punto in meno rispetto al mese precedente. La stima di gennaio è la sintesi di una lieve diminuzione dell’inflazione...









