Lo scorso 8 ottobre il Consiglio dei ministri ha licenziato in via preliminare il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 2023/2413, nota come Red III, volta a rafforzare l’uso delle energie rinnovabili in tutti i settori. Il provvedimento innalza dal 30% al 39,4% l’obiettivo nazionale sulla quota di energie rinnovabili nel consumo finale lordo di energia. Viene inoltre introdotto un nuovo traguardo nazionale indicativo: entro il 2030, almeno il 40,1% dell’energia consumata negli edifici (o prodotta nelle loro immediate vicinanze) dovrà provenire da fonti rinnovabili. In caso di ristrutturazioni degli impianti termici negli edifici, almeno il 20% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria dovrà essere coperto da fonti rinnovabili. Il decreto interviene anche sull’edilizia e sugli impianti energetici, ridefinendo le condizioni per accedere a incentivi quando si installano tecnologie rinnovabili (tra cui le pompe di calore). Si prevede fra l’altro la facoltà di incentivare anche pompe di calore “add-on” — dispositivi aggiuntivi a una caldaia esistente — purché quest’ultima abbia al massimo cinque anni di vita. Per le pompe di calore dedicate alla sola produzione di acqua calda sanitaria, è richiesta l’appartenenza alla classe A di efficienza energetica di prodotto o superiore.
Efficienza energetica, investimenti in calo nel residenziale
Il mercato dell’efficienza energetica in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Dopo anni in cui il comparto residenziale aveva trainato gli investimenti grazie agli incentivi fiscali e, in particolare, al Superbonus, il 2025 segna un cambio di...









