Il secondo trimestre del 2024 si chiuderà con dati macroeconomici per niente brillanti, ma l’Ufficio Studi Confcommercio, nel nuovo rapporto congiunturale, vede comunque il Pil in lieve rialzo su base mensile (+0,1%) rispetto alla stima precedente di un -0,1%. Una revisione al rialzo spinta dai consumi, in particolare dalle immatricolazioni di auto a privati nel mese di giugno, dal buon andamento congiunturale della produzione industriale a maggio (+0,5%) e da una valutazione favorevole delle presenze turistiche in Italia, sempre a maggio. In ogni caso la previsione relativa al Pil a fine anno resta ferma a +0,9%, per effetto di due semestri che risulteranno sostanzialmente identici in termini di variazione tendenziale. Ciò al netto di possibili sorprese positive dagli investimenti innescati dal PNRR, che potrebbero portare la crescita del Pil oltre la soglia dell’1%. Evitare una manovra “lacrime e sangue” in autunno, comunque, dipenderà “dalla stabilizzazione dell’inflazione attorno o sotto l’1% in combinazione con la tenuta degli attuali livelli occupazionali da record statistico”.
Il Nord si rafforza, mezzogiorno ancora in ritardo
Nel 2026 il Pil italiano crescerà dello 0,9% e i consumi dell’1,2%, risultati migliori di quelli del 2025. Ma è una ripresa che continua a procedere a velocità diverse: se le regioni del Centro-Nord marciano abbastanza spedite, il Mezzogiorno mantiene ritmi più...









