Cresce l’allarme sull’aumento dei prezzi di gas e petrolio. Il protrarsi della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, con la sospensione delle attività degli impianti di Gnl in Qatar e la chiusura dello stretto di Hormuz rischiano di determinare conseguenze pesanti per i mercati europei. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato che “l’Italia può resistere anche più di altri Paesi Ue perché possiamo contare su alti stoccaggi di gas e il nostro approvvigionamento nell’immediato dal Golfo Persico è molto basso”. Resta però la preoccupazione per il costo dell’elettricità che, come ha sottolineato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, risente “direttamente dell’andamento delle quotazioni del gas”. L’Italia – ha rimarcato – ha comunque lavorato “con determinazione alla diversificazione delle fonti, diventando un hub di transito del gas naturale con stoccaggi superiori al 50%, il più alto livello in Ue”. Bruxelles non teme tagli drastici alle forniture, come avvenuto dopo l’invasione russa dell’Ucraina. A preoccupare a livello europeo è la potenziale impennata dei prezzi dell’energia. Se i mercati petroliferi hanno reagito con relativa calma, più marcata è stata la tensione sul gas: il prezzo di riferimento europeo al Ttf (Title Transfer Facility, il principale mercato virtuale di scambio del gas naturale in Europa con sede ad Amsterdam) è tornato a registrare picchi di oltre 50 euro per megawattora.
Efficienza energetica, investimenti in calo nel residenziale
Il mercato dell’efficienza energetica in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Dopo anni in cui il comparto residenziale aveva trainato gli investimenti grazie agli incentivi fiscali e, in particolare, al Superbonus, il 2025 segna un cambio di...









