Biomonitoraggio attivo e risanamento dei sedimenti delle aree costiere del lago d’Orta tramite il posizionamento della cozza (Unio elongatulus) in alcune aree litorali. È quanto previsto dal progetto RisOrta, presentato il mese scorso da Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone e da Irsa CNR di Verbania Pallanza con FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano come primo finanziatore, il Comune di Orta San Giulio, e Fondazione Comunità Novarese onlus che ha scelto di sostenere, insieme a Fantini Rubinetti (Socio Sostenitore ANGAISA), una borsa di ricerca per sviluppare ulteriormente l’approccio biologico e digitale sperimentale del progetto. RisOrta prevede l’uso delle cozze d’acqua dolce come biosentinelle di allarme, grazie alle loro riconosciute qualità filtranti e di sensibilità agli agenti esterni, per creare una rete di monitoraggio e per effettuare un risanamento localizzato delle zone costiere. L’approccio biologico di questo studio pilota intende fornire una soluzione sostenibile anche dal punto di vista economico e altamente tecnologica, perché i molluschi saranno provvisti di sensori che consentono di misurare in tempo reale le loro risposte alle condizioni ambientali. I dati sul comportamento delle cozze verranno inviati digitalmente al CNR per monitorare in continuo le condizioni dell’ambiente e rilevare immediatamente eventuali anomalie o immissioni di sostanze inquinanti. Il progetto, nato da un suggerimento della dott.ssa Riccardi di Irsa CNR, è stato presentato nel 2019 sul Bando “I Luoghi del cuore”, in virtù del risultato ottenuto al IX° censimento nel 2018. Sono stati infatti 16.650 i voti raccolti per il lago d’Orta, grazie soprattutto alle attività di sensibilizzazione rivolte ai cittadini e alle scuole dal Comitato “amici del lago d’Orta”, comprendente diversi soggetti del territorio sensibili ai temi della tutela ambientale. Il contributo di 20.000 euro assegnato da FAI e Intesa Sanpaolo sul Bando ha reso possibile l’intervento RisOrta, che vede in qualità di cofinanziatore il Comune di Orta San Giulio.
Il Gruppo Clerici punta al miliardo di fatturato
Gruppo Clerici ha chiuso il 2025 con un fatturato di 863 milioni di euro, in crescita del 7,6% rispetto all’anno precedente, confermando il percorso di sviluppo nel settore della distribuzione idrotermosanitaria, arredobagno e rivestimenti. Per il 2026 l’obiettivo è...









