Le imprese del Made in Italy sono un pilastro dell’occupazione. Tra il 2026 e il 2029 potrebbero arrivare ad assumere oltre 900mila lavoratori, circa un terzo del totale. La sfida principale riguarda la qualità delle competenze: per molti profili professionali la difficoltà di reperimento raggiunge il 55% delle assunzioni. I dati, provenienti dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, riguardano il fabbisogno occupazionale delle principali eccellenze produttive per le quali il nostro Paese è famoso nel mondo. L’analisi è stata presentata nei giorni scorsi nell’ambito di “Competenze, Innovazione, Made in Italy”, l’evento organizzato da Unioncamere in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy. In particolare, le imprese esprimono una forte richiesta di competenze meccanico-digitali per sostenere l’adozione dei sistemi di Industria 4.0. Come mostrano i dati annuali 2025, la difficoltà di reperimento per questi settori ha riguardato il 55,2% dei profili ricercati. Nei settori legno, arredo e design le imprese cercano soprattutto competenze green e digitali legate all’utilizzo dei nuovi materiali, ma la difficoltà di reperimento del settore è pari al 55,8%.
La durata della vita lavorativa nei Paesi UE
Nel 2025 la vita lavorativa media nell’Unione europea ha raggiunto i 37,5 anni, in lieve crescita rispetto ai 37,2 anni registrati nel 2024. È quanto emerge dai dati diffusi da Eurostat, che evidenziano un incremento complessivo di 2,3 anni nell’ultimo decennio: nel...










