Il primo semestre 2026 si apre per la meccanica italiana sotto una pressione crescente che pesa sulla marginalità operativa: il 45,7% delle imprese del comparto prevede un fatturato in calo rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i costi di produzione continuano a salire senza che si possano rintracciare nello scenario globale dei segnali di miglioramento. È quanto emerge dal sondaggio condotto da Anima Confindustria (ne fanno parte, fra l’altro, Assoclima, Assotermica, AVR e Aqua Italia) fra le imprese associate. La dinamica dei costi di produzione segue una traiettoria opposta e autonoma rispetto ai ricavi. L’81,4% delle imprese intervistate dichiara costi in aumento fino al 10% rispetto al primo semestre 2025, mentre l’8,5% segnala incrementi che arrivano fino al 20%. C’è una compressione strutturale dei margini: il fatturato si contrae o ristagna per quasi due terzi delle imprese, mentre la base di costo non smette di aumentare, in un contesto in cui i prezzi dell’energia industriale continuano a penalizzare la competitività delle produzioni italiane rispetto ai maggiori competitor europei e globali. Il costo delle materie prime contribuisce ad alimentare quella forbice tra ricavi e margini che sempre più imprese faticano a tenere sotto controllo.
Pompe di calore in crescita nel mercato europeo
Cresce il mercato europeo delle pompe di calore, spinto dall’aumento dei prezzi di gas e petrolio e dalla maggiore attrattività dell’elettrificazione domestica. Secondo i dati della European Heat Pump Association (EHPA), nel primo trimestre 2026 le vendite nel...









