L’Intelligenza Artificiale è già entrata nel lavoro quotidiano dei manager italiani, ma non ancora con la stessa intensità nelle strategie, nella governance e nelle competenze delle organizzazioni. È questa la principale evidenza che emerge dall’AI Management Index (AIMI), il primo indice italiano dedicato alla misurazione della maturità manageriale nell’adozione e nella governance dell’Intelligenza Artificiale, realizzato da CIDA – la Confederazione Italiana dei Dirigenti e delle Alte Professionalità – e AI4I, l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale. Quasi nove manager su dieci utilizzano già l’AI nelle proprie attività professionali, mentre il 57% registra benefici concreti in termini di riduzione del tempo dedicato alle attività ripetitive. Un ulteriore elemento di rilievo riguarda il rapporto tra manager e tecnologia: oltre l’80% dichiara di verificare sempre o quasi sempre gli output prodotti dall’AI prima di utilizzarli nei processi decisionali, confermando un approccio responsabile e consapevole all’innovazione. Una realtà su due dispone già di una strategia AI formalizzata o la sta sviluppando, iniziando a definire obiettivi e priorità dell’innovazione. Più articolato appare invece il tema della governance, ovvero l’insieme di regole, responsabilità e meccanismi di supervisione necessari per guidarne l’utilizzo. Solo il 12% delle organizzazioni, secondo i manager intervistati, hanno completato questo percorso, mentre il 28% è ancora in fase di sviluppo.
La durata della vita lavorativa nei Paesi UE
Nel 2025 la vita lavorativa media nell’Unione europea ha raggiunto i 37,5 anni, in lieve crescita rispetto ai 37,2 anni registrati nel 2024. È quanto emerge dai dati diffusi da Eurostat, che evidenziano un incremento complessivo di 2,3 anni nell’ultimo decennio: nel...









