La guerra frena le prospettiva di crescita

23/03/2026Economia

I dati del report Congiuntura Confcommercio indicano che a marzo. dopo mesi di segnali incoraggianti, l’economia italiana si trova di fronte a un bivio. I dati raccolti fino alla fine di febbraio 2026 raccontano infatti una fase di rafforzamento progressivo, ma lo scoppio di un nuovo conflitto rischia di cambiare rapidamente lo scenario. Negli ultimi mesi, tra ottobre 2025 e febbraio 2026, diversi indicatori economici hanno mostrato un miglioramento costante. La crescita su base annua è passata dallo 0,5% di dicembre all’1,3% di febbraio. Grazie a un’occupazione ancora su livelli elevati (pur in leggero rallentamento) e a un’inflazione sotto controllo, la crescita annua del Pil mensile è passata dallo 0,5% di gennaio all’1,4% di febbraio. Poi è arrivato un elemento di rottura: una nuova guerra, con effetti immediati soprattutto sul fronte energetico. Per marzo si stima un’inflazione intorno all’1,8%, un livello ancora gestibile e compatibile con gli obiettivi delle autorità monetarie, ma che difficilmente potrà essere considerato un episodio isolato. Le prime conseguenze si vedono già sull’attività economica: a marzo il Pil dovrebbe registrare una lieve flessione rispetto a febbraio, nell’ordine di un decimo di punto.

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