Secondo gli ultimi dati della Congiuntura Confcommercio, l’economia italiana continua a mostrare innegabili segnali di vitalità, ma le questioni geopolitiche continuano a “pesare”. Dopo una breve tregua che aveva fatto respirare i mercati delle materie prime energetiche, migliorando le stime su inflazione e crescita rispetto alla scorsa primavera, il nuovo riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente introduce un elemento di forte incertezza sulle prospettive della seconda metà dell’anno. Nonostante questo scenario complesso, i dati ad alta frequenza relativi al primo semestre promuovono lo stato di salute del nostro Paese. Le stime confermano una variazione congiunturale del Pil dello 0,4% nel secondo trimestre, che si traduce in un progresso dell’1,2% nel confronto con lo stesso periodo del 2025. Secondo il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, “questa dote di crescita permette di guardare ai risultati complessivi del 2026 con un moderato ottimismo: l’obiettivo di un incremento del PIL vicino all’1% sull’intero anno appare ormai ampiamente consolidato. A meno di sorprese nei dati ufficiali attesi a fine mese, gli eventuali venti di rallentamento sposteranno i loro effetti soprattutto sul 2027”.
Il Nord si rafforza, mezzogiorno ancora in ritardo
Nel 2026 il Pil italiano crescerà dello 0,9% e i consumi dell’1,2%, risultati migliori di quelli del 2025. Ma è una ripresa che continua a procedere a velocità diverse: se le regioni del Centro-Nord marciano abbastanza spedite, il Mezzogiorno mantiene ritmi più...









