Nel 2024 il patrimonio edilizio italiano compie un passo avanti significativo sul fronte dell’efficienza energetica. Gli edifici residenziali più performanti – appartenenti alle classi A4-B – raggiungono il 20% del totale, mentre quelli meno efficienti (classi F-G) scendono al 45,3%, con un calo di oltre due punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il quadro emerge dal VI Rapporto annuale sulla certificazione energetica degli edifici realizzato da Enea e Comitato Termotecnico Italiano Energia e Ambiente (Cti), presentato lo scorso 23 ottobre nell’ambito del Saie di Bari. Trend ancora più incoraggianti arrivano dal comparto non residenziale, dove le strutture ad alta efficienza (classi A4-B) toccano il 20%, mentre quelle più energivore (F-G) si riducono al 30,9%, in netto miglioramento rispetto al 40,9% registrato nel 2023. Il rapporto si basa sull’analisi di oltre 1,2 milioni di Attestati di Prestazione Energetica (APE) emessi nel corso dell’anno e archiviati nel Sistema informativo sugli APE (Siape), la piattaforma nazionale gestita da Enea per il monitoraggio dell’efficienza energetica del costruito.
Costruzioni, mercato trainato dalle opere pubbliche
Il settore delle costruzioni continua a dimostrare una notevole capacità di tenuta nonostante il progressivo esaurimento degli incentivi straordinari e le tensioni geopolitiche internazionali. Secondo il 40° Rapporto congiunturale e previsionale del Cresme, il 2026 si...









