Misure antidumping per le piastrelle cinesi

19/02/2024Mercato

La Commissione europea ha prorogato fino al febbraio 2029 le misure antidumping sulle importazioni di piastrelle di ceramica originarie della Repubblica Popolare Cinese, confermando le aliquote già in vigore. Inizialmente imposti nel 2011, i dazi sono stati già prorogati una prima volta nel 2017.

A seguito della richiesta da parte della CET – federazione europea dei produttori di piastrelle di ceramica – e con il supporto di Confindustria Ceramica, il 30 giugno 2022 la Commissione europea annunciò l’apertura di un’indagine. Dopo aver esaminato un campione di produttori esportatori della Repubblica Popolare Cinese e di produttori dell’Unione, la Direzione Generale del Commercio della Commissione ha riscontrato il rischio di reiterazione di pratiche di dumping, già provate dalle precedenti indagini, che avrebbero potuto causare un danno all’industria dell’Unione.

L’indagine ha concluso che, senza il rinnovo delle misure – date le elevate capacità produttive inutilizzate dai produttori cinesi e l’attrattività del mercato UE – il mercato interno sarebbe inondato di ceramiche cinesi a basso prezzo e prodotte con standard di sostenibilità nettamente inferiori a quelle europee. Al fine di ristabilire le corrette condizioni di concorrenza, l’Unione Europea ha pubblicato il Regolamento esecutivo 2024/493 che proroga i dazi antidumping su tali importazioni, mediamente pari al 30,6% per le aziende collaboranti ed al 69,7% per tutte le altre.
L’industria delle piastrelle di ceramica dell’UE rappresenta un fatturato annuo di €13,6 miliardi, con produttori in 25 Stati Membri che forniscono 55.000 posti di lavoro diretti. L’80% del settore è composto da PMI che svolgono un ruolo essenziale per l’occupazione a livello locale.

“Per l’industria ceramica italiana, che esporta l’85% della propria produzione nazionale in tutti i paesi del mondo – afferma Filippo Manuzzi, Presidente della Commissione Relazioni Commerciali di Confindustria Ceramica –, il poter operare all’interno di mercati in cui vengono sempre rispettate le regole del fair trade è un fattore essenziale per tutelare la competitività delle nostre aziende”.

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