In base alle più recenti analisi diffuse dall’Istat, la popolazione residente continuerà a diminuire nei prossimi decenni, anche negli scenari più favorevoli. L’invecchiamento della popolazione rappresenta la prospettiva più certa, trainato dall’ingresso nelle età anziane delle generazioni del “baby boom”. Il saldo migratorio con l’estero resterà positivo ma non sarà sufficiente a compensare il persistente deficit tra nascite e decessi. Questi alcuni dei dati più significativi: nel 2050 la popolazione residente in Italia sarà pari a circa 55 milioni, rispetto ai 58,9 milioni del 2025; la quota di individui con almeno 65 anni passerà dal 24,7% (2025) al 34,5% (2050); la quota di individui in età lavorativa (15-64 anni) passerà dal 63,4% al 55,3%. Le famiglie saranno più numerose ma di dimensioni sempre più ridotte, riflettendo l’invecchiamento della popolazione e la diffusione delle persone sole. La diminuzione della popolazione in età lavorativa ridurrà drasticamente la disponibilità di forza lavoro, ponendo nuove sfide al sistema economico e al welfare.
L’80% degli under 30 vive in casa dei genitori
In Italia circa l’80% dei giovani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori: un dato che colloca il nostro Paese al secondo posto nel mondo, dietro soltanto alla Corea del Sud. Un fenomeno noto, ma ormai fuori scala, che chiama in causa caro affitti, costo degli...









