In occasione della tradizionale conferenza stampa di fine anno, Confindustria Ceramica ha presentato i dati di preconsuntivo 2025, elaborati da Prometeia, che evidenziano per l’industria italiana delle piastrelle di ceramica un moderato incremento, con volumi di vendite intorno ai 386 milioni di metri quadrati (+2,0% rispetto al 2024), derivanti da esportazioni per oltre 300 milioni di metri quadrati (+2,4%) e vendite sul mercato domestico intorno agli 85 milioni di metri quadrati (+0,8%). Come ha sottolineato il Presidente di Confindustria Ceramica Augusto Ciarrocchi, la futura competitività dell’industria ceramica italiana dipenderà da decisioni fondamentali in sede europea quali la revisione del sistema ETS sulle emissioni di CO2, quelle sul BREF Ceramico relativo alle migliori tecniche disponibili e dalle iniziative rispetto alle infrastrutture viarie. Negli ultimi dieci anni l’industria ceramica ha investito oltre 4,3 miliardi nella transizione energetica, ma il sistema EU-ETS sta imponendo costi enormi a un settore che contribuisce solo allo 0,9% delle emissioni europee in ETS. Tra il 2021 ed il 2025 il settore ha speso 130 milioni di euro ogni anno, destinati ad aumentare a 180 milioni nel prossimo quinquennio per poi, dal 2031, superare i 225 milioni l’anno, riducendo margini e investimenti e aumentando il rischio di delocalizzazione.
Edilizia e impiantistica in stallo, l’appello di ANGAISA al Governo
Il mercato della distribuzione idrotermosanitaria continua a rallentare e il quadro congiunturale conferma le crescenti preoccupazioni della filiera. Dopo la flessione del 2024, i dati dell’Osservatorio Vendite ANGAISA indicano che il 2025 ha chiuso con un ulteriore...









