Sostenibilità, Nupi ottiene la certificazione ambientale ISCC

01/04/2022Soci

NUPI industrie Italiane (Socio Sostenitore ANGAISA) ha annunciato di aver ottenuto la prestigiosa certificazione ISCC PLUS per i suoi tubi in polipropilene e polietilene, che ora possono essere prodotti con materie prime di origine vegetale. Il nuovo Schema SCC PLUS – International Sustainability & Carbon Certification è uno standard internazionale incentrato sul concetto di economia circolare e sostenibile. In particolare, la Certificazione ISCC verte sulla verifica della tracciabilità dei materiali riciclati di origine fossile (Circular) e materiali riciclati di origine vegetale (Bio-Circular) sulla base dei principi di contabilità del bilancio di massa. La Certificazione ISCC PLUS è quindi un sistema di certificazione della sostenibilità di una filiera completamente tracciabile. I punti cardine della certificazione ISCC PLUS sono: la tracciabilità nelle catene di approvvigionamento e di trasformazione dei prodotti di tipo Circular e bio-circular e dei relativi prodotti finiti e intermedi; l’implementazione di criteri di sostenibilità ambientale, sociale ed ecologica; una migliorata gestione ambientale ed aumento della biodiversità. Attraverso l’ottenimento del marchio ISSC Plus, NUPI conferma il suo impegno nella gestione sostenibile all’interno della propria catena di fornitura, dimostrando la sua intenzione di essere in prima linea nel rispondere alla sfida per l’agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile. I tubi NIRON e PE possono essere quindi prodotti con polimeri tradizionali di origine fossile oppure, grazie alle nuove tecniche, con polimeri identici ai primi ma di origine sostenibile, cioè derivanti da scarti di tipo vegetale. Questo prestigioso traguardo permette al mercato di ottenere dei plus importanti verso un’edilizia e delle infrastrutture sempre più GREEN. I prodotti NUPI a base di PE e PP rinnovabile vengono prodotti con l’uso della materia prima Bornewable della Borealis la quale sfrutta l’impiego di rifiuti di tipo vegetale per ottenere i monomeri e quindi i relativi polimeri. Questo permette di avere un’impronta di CO2 di partenza negativa, grazie alla CO2 “immagazzinata” nella biomassa; la pianta, infatti, durante il suo ciclo di vita cattura CO2 dall’ambiente. Questa viene riemessa nell’ambiente durante il suo fine vita oppure mantenuta nel loop se riciclata. Quando si sostituisce 1 Ton di polimero tradizionale di origine fossile con 1 Ton di polimero rinnovabile si evitano 2700 kg di CO2-eq, un importante contributo alla salvaguardia del pianeta.

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