Secondo il Rapporto annuale ISTAT nel 2025 i NEET (Not in Education, Employment or Training), ovvero quei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione rappresentano il 13,3% della popolazione di riferimento. L’incidenza raggiunge il 20,0% tra i 25-29enni, il 14,9% tra le donne contro l’11,8% tra gli uomini, e il 20,2% nel Mezzogiorno, rispetto all’8,7% del Nord e all’11,8% del Centro. È in questo quadro che si colloca l’indagine nazionale INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche) realizzata su 1.548 giovani NEET tra i 15 e i 34 anni. ISTAT distingue i giovani NEET in base alla distanza dal mercato del lavoro: nel 2025 il 35% è disoccupato, il 33,3% rientra nell’area della disponibilità non pienamente attivata e il 31,7% non cerca lavoro né si dichiara disponibile. Il 60,4% è attivo nella ricerca di un lavoro (ma fatica a trovarlo), il 28,8% è disponibile ma non cerca, mentre il 10,8% risulta più distante dal mercato del lavoro. Il 28,8% dei giovani indica la famiglia (che si conferma quindi un ammortizzatore sociale fondamentale) come unica fonte di entrata, mentre il 39% non dichiara alcuna fonte di entrata.
La durata della vita lavorativa nei Paesi UE
Nel 2025 la vita lavorativa media nell’Unione europea ha raggiunto i 37,5 anni, in lieve crescita rispetto ai 37,2 anni registrati nel 2024. È quanto emerge dai dati diffusi da Eurostat, che evidenziano un incremento complessivo di 2,3 anni nell’ultimo decennio: nel...









