Dati Kaspersky Lab: un miliardo di malware nel 2016

12/01/2017Innotech

Nel suo rapporto sulla “Storia dell’anno”, Kaspersky Lab ha fornito nuovi dati aggiornati sulla crescita esponenziale che hanno fatto registrare i “malware” diffusi in rete nel corso del 2016. Hanno fatto la loro comparsa 62 nuove famiglie di ransomware. Il database cloud di malware di Kaspersky Lab è arrivato a contare, nel corso del 2016, circa un miliardo di elementi nocivi tra virus, trojan, backdoor, ransomware, applicazioni adv e loro componenti. Secondo una stima di Juniper Research, entro il 2019 i costi globali dei cybercrime arriveranno a toccare i duemila miliardi di dollari. Il numero di varianti di ransomware è cresciuto di ben 11 volte: si è infatti passati dalle 2.900 nuove varianti rilevate nel periodo gennaio/marzo alle 32.091 riscontrate nel periodo luglio/settembre; gli attacchi alle imprese sono aumentati di tre volte tra gennaio e la fine di settembre (la differenza tra un attacco ogni 2 minuti ed uno ogni 40 secondi). Per i singoli utenti il tasso d’aumento è passato da un attacco ogni 20 secondi ad uno ogni 10 secondi. Ben una su cinque imprese di piccole e medie dimensioni, tra quelle che hanno provveduto a pagare il riscatto richiesto dai cyber criminali, non si è vista restituire in alcun modo i dati in precedenza compromessi. Il ransomware si presenta in due forme distinte. La forma più comune di ransomware è rappresentata dai cryptor. Questi programmi cifrano i dati custoditi sul dispositivo della vittima, per poi richiedere il pagamento di una determinata somma di denaro, in cambio della promessa di ripristinare i dati compromessi. I blocker, per contro, non vanno a colpire i dati memorizzati sul dispositivo preso di mira. Tali malware, in pratica, impediscono alla vittima di accedere al proprio dispositivo. La richiesta di pagamento del riscatto, mostrata sullo schermo, risulta spesso mascherata sotto forma di notifica proveniente dalle forze di cyberpolizia, in cui si afferma che la vittima ha effettuato l’accesso a contenuti web illegali, e si sottolinea, inoltre, come il “colpevole” debba immediatamente pagare una cospicua multa.

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