Fino a 320 miliardi per 3,2 milioni di case green

È stato presentato il 25 marzo, a Milano, il rapporto “Il valore dell’abitare. La sfida della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano”, promosso da Assimpredil Ance, Fondazione Symbola, CRESME e European Climate Foundation. Al centro delle analisi presentate, l’impatto e le potenzialità degli obiettivi fissati dalla Direttiva Case Green, recentemente approvata dal Parlamento europeo. Secondo i dati presentati, per rendere green 3,2 milioni di case con un taglio entro il 2030 del 16% dei consumi energetici, servono 320 miliardi di euro circa o, tenendo conto di un calcolo più benevolo, 285 miliardi di euro. Si tratta di un’occasione storica per creare lavoro, sviluppare nuove competenze e dare nuovo impulso alla filiera edilizia, motore della crescita economica interna. Si stima infatti che ogni miliardo di euro di investimenti in costruzioni produca un valore aggiunto di un miliardo e 100 milioni e un effetto diretto e indiretto sull’occupazione di 15.132 nuovi posti di lavoro. “La sfida del cambiamento climatico si gioca sul piano dei comportamenti delle persone – dichiara Lorenzo Bellicini, direttore CRESME e sulle risposte di efficienza tecnica che siamo in grado di sviluppare: il nostro patrimonio edilizio è caratterizzato da un lato da classi energetiche molto basse, ma allo stesso tempo da condizioni climatiche molto diverse; occorre pensare a modalità di intervento che garantiscano il raggiungimento degli obiettivi che ci vengono posti dall’Europa per gradi, partendo dagli edifici più energivori e con un percorso di medio-lungo periodo, che oltre a garantire un più corretto rapporto tra domanda e offerta, consentirebbe alle imprese di programmare investimenti in grado di porre le costruzioni alla testa del processo di innovazione”.