Coronavirus, rischio vuoto domanda e calo prezzi

28/02/2020Mercato

L’inflazione è “bassissima, più bassa di quella europea, e riflette la straordinaria debolezza della nostra economia”: con l’epidemia di coronavirus i prezzi “potrebbero subire ulteriori pressioni verso il basso”. Lo afferma Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, che non nasconde la “forte preoccupazione di recessione nel 2020” anche indipendentemente dall’emergenza sanitaria. “Il rischio – spiega – è di avere un forte vuoto di domanda, e quindi ulteriori pressioni sui margini delle imprese a causa di prezzi decrescenti. E’ un fatto negativo che possiamo già vedere dall’andamento delle quotazioni del petrolio, che da inizio anno, quindi prima dell’allarme coronavirus, si è stabilizzato per poi scendere dopo il 20 gennaio; il Brent è arrivato ora intorno ai 52 dollari al barile, cioè circa 15 dollari in meno rispetto alla fine di dicembre”. “Questo calo – prosegue l’analisi di Bella – rappresenta anche un fattore di stabilizzazione economica per l’Italia in quanto sostiene il già basso potere di acquisto e si riverbererà su altre materie prime e sulle catene produttive”. Albergatori, ristoratori e imprenditori del turismo e dei trasporti, che stanno scontando un prezzo altissimo per il panico da epidemia, “faranno di tutto in termini marketing e di politiche di prezzo per recuperare il recuperabile” ma non sarà sufficiente rispetto alla perdita secca già registrata in questi giorni. “Tutto dipende dalla durata dell’emergenza – conclude Bella – se rientrerà nel giro di 2-3 settimane potrebbero non restare cicatrici sul 2020, se invece durerà fino all’estate la ferita sul Pil dovrà essere recuperata nei prossimi anni”.

 

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