Che a fare maggiormente le spese della crisi da Covid fosse stato il terziario era un dato scontato, iscritto nella sofferenza di milioni di operatori. Ora arriva la conferma ufficiale dell’Istat, secondo cui nel 2020 il settore “Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni” guida la triste classifica della perdita di valore aggiunto, con Nord-Est e Mezzogiorno capofila (-14,5%) e Nord-Ovest e Centro un gradino sotto (-12,9%). I dati sono contenuti nella “Stima preliminare del Pil e dell’occupazione a livello territoriale” diffusa dall’Istat, dalla quale emerge che nello scorso anno il prodotto interno lordo è sceso del 9,1% al Nord, dell’8,8% al Centro e dell’8,4% al Sud. L’occupazione è diminuita in modo più omogeneo a livello territoriale: -2,1% nel Nord-Ovest e nel Mezzogiorno, -2% nel Nord-Est e -1,9% al Centro.
Scenari di stabilità (e rischi) per la ceramica italiana
In occasione della tradizionale conferenza stampa di fine anno, Confindustria Ceramica ha presentato i dati di preconsuntivo 2025, elaborati da Prometeia, che evidenziano per l’industria italiana delle piastrelle di ceramica un moderato incremento, con volumi di...









