Punto vendita fisico e digitale, il caso “Trouva”

26/07/2018Mercato

C’è un modo di rispondere alle difficoltà del commercio tradizionale, sotto attacco di tasse, burocrazia, affitti alti, grande distribuzione e supermercati, e pure giganti del commercio online (come Amazon e EBay). Cominciano a nascere esperimenti di catene online che si rivolgono in modo esclusivo ai negozi tradizionali, offrendo loro anche una vetrina telematica. Un esperimento è in corso da ormai cinque anni in Inghilterra attraverso “Trouva”, che offre un “marketplace online” già a 450 negozi. Si rivolge ai negozi tradizionali, e, in aggiunta all’attività ordinaria, offre loro un’audience nel resto del Regno Unito che altrimenti non potrebbero raggiungere. Tra l’altro, per negozi indipendenti slegati da grandi catene, sarebbe comunque molto difficile inserirsi su Amazon o EBay. Mentre, sempre per questo tipo di negozi anche a conduzione familiare o con pochissimi dipendenti, limitarsi a far da sé per la vendita online rischierebbe di essere difficile (è sempre complicato ottenere un buon posizionamento online) o di sottrarre risorse ed energie). “Trouva”, con una commissione ragionevole, provvede a tutto, consentendo al negoziante di continuare a focalizzarsi sul suo negozio, senza distrazioni o aggravi organizzativi. Secondo le prime stime, per i negozi più rilevanti che hanno partecipato all’esperimento, ci sarebbe un ricavo aggiuntivo annuo di 100mila sterline.

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