Verso il taglio del cuneo contributivo?

10/03/2017Mercato

Un taglio del cuneo contributivo per tutti, oppure focalizzato sui neoassunti, magari circoscrivendo agli under 30 la fascia di età per aggredire la disoccupazione giovanile. E’ questa doppia ipotesi la prima da sciogliere per il governo in vista del varo del Def, che conterrà, come ha assicurato il premier Paolo Gentiloni, le prime indicazioni sulla riduzione del costo del lavoro ancora tra i più alti d’Europa. L’esecutivo intanto incassa i risultati positivi del 2016, confermati anche dalle entrate volate oltre i 450 miliardi, con una performance positiva dell’Iva sostenuta proprio da quello split payment (quasi 6 miliardi in più del 2015, il 5,5%) che ora si cerca di allargare a tutte le partecipate pubbliche per far cassa per la ‘manovrina’ da 3,4 miliardi, attesa per fine aprile. Prima ci sarà da varare il documento di Economia e Finanza, che farà da cornice anche alla correzione dei conti. E solo dopo si entrerà nel vivo dell’annunciato, ulteriore, taglio delle tasse. Per mettere a punto le misure concrete ci sarà comunque tempo fino all’autunno, quando sarà presentata la legge di Bilancio e in queste settimane i tecnici stanno facendo diverse simulazioni, partendo da un dato: la riduzione del cuneo contributivo per tutti i lavoratori dipendenti privati (11,7 milioni nel 2015 quelli a tempo indeterminato) 2,5 miliardi l’anno per ogni punto di taglio. Difficile mettere in campo una misura di questo tipo tutta a carico della fiscalità generale, visto che un taglio di cinque punti (al momento l’aliquota contributiva è al 33%, 23,81 dei quali a carico delle imprese) costerebbe alle casse pubbliche circa 12 miliardi e mezzo per ogni anno di riduzione. Se si dovesse alla fine optare per un taglio generalizzato è più probabile che si studi un mix di interventi, con una parte della riduzione a carico dello Stato e una parte a carico del lavoratore che dovrebbe rinunciare a un pezzetto di pensione futura, magari rimpinguandola con la previdenza integrativa (destinandogli obbligatoriamente almeno una parte di Tfr).

Altri aggiornamenti in "Mercato"

Pompe di calore in crescita nel mercato europeo

Pompe di calore in crescita nel mercato europeo

Cresce il mercato europeo delle pompe di calore, spinto dall’aumento dei prezzi di gas e petrolio e dalla maggiore attrattività dell’elettrificazione domestica. Secondo i dati della European Heat Pump Association (EHPA), nel primo trimestre 2026 le vendite nel...

leggi tutto
Mercato in flessione, listini in aumento

Mercato in flessione, listini in aumento

Nel comunicato stampa del 15 marzo (vedi la sintesi in formato presentazione/slide), ANGAISA ha espresso forte preoccupazione per il nuovo aumento generalizzato dei listini nel comparto idrotermosanitario, conseguenza diretta degli aggiornamenti applicati dalle...

leggi tutto
Osservatorio vendite, il 2025 chiude a -3,54%

Osservatorio vendite, il 2025 chiude a -3,54%

Dopo la flessione del 2024, l’Osservatorio Vendite ANGAISA conferma un ulteriore ridimensionamento del mercato nel 2025, pari al -3,54%, in realtà meno significativo di quanto era stato ipotizzato: le previsioni del Flash Report, pubblicato nel dicembre 2024, facevano...

leggi tutto
Nessun bando totale per le caldaie a gas

Nessun bando totale per le caldaie a gas

La Commissione europea cambia rotta sulle caldaie. È stata infatti posta in consultazione la nuova bozza di aggiornamento del regolamento Ecodesign (813/2013/UE), che abbandona l’ipotesi di vietare la commercializzazione delle caldaie a gas a partire dal 2029. Nel...

leggi tutto